Storia

<<Origini dello scoutismo a Siena
L’esperienza di Achille Sclavo Il 15 Maggio 1912 La Vedetta Senese, quotidiano cittadino, pubblica la lettera di Mario Raspi, studente in medicina, il quale facendo riferimento ad un articolo apparso sulla rivista genovese Igiene della scuola, traccia a grandi linee i fondamenti del movimento scout, invitando i concittadini ad appoggiare la nascita della “sede Senese” di questa istituzione tanto auspicata dal proprio Maestro, Prof. Achille Sclavo. Non passano troppi giorni per vedere comparire sulle colonne de Il Popolo di Siena, testata cattolica, un duro attacco di Mons. Nazareno Orlandi all’idea di Sclavo “[..] si sprecherebbero forze e denari [..] darebbe delle sicurissime disillusioni [..]”.
Il periodo storico andrebbe analizzato in modo approfondito per capire l’ostilità dei cattolici all'idea di un movimento educativo laico e liberale. Mons. Orlandi, già conoscitore ed estimatore dello scoutismo, afferma che le differenze educative e caratteriali esistenti tra “i nostri ragazzi” ed “i ragazzi delle famiglie inglesi” porteranno al fallimento di questa esperienza. Visto il passare dei giorni senza più alcuna notizia del costituendo gruppo di esploratori, sulle colonne de Il Popolo di Siena del 13 Luglio 1912 Mons. Orlandi non nasconde nuovamente i propri
dubbi accompagnandoli con un pizzico di sarcasmo “[…] anche questa proposta probabilmente dorme il sonno dei giusti”. Nonostante lo scetticismo cattolico, domenica 24 Novembre 1912, i “Ragazzi Esploratori” di Sclavo hanno la loro prima riunione alle ore 15 in piazza del Duomo.Se alla prima riunione si contano una ventina di ragazzi, la domenica successiva sono già ottanta, per arrivare a centoventi alla riunione di domenica 15 Dicembre 1912. Ne La Vedetta Senese del 10-11 Dicembre 1912 appare per la prima volta la dicitura “ragazzi esploratori italiani”; purtroppo non è dato sapere se trattasi di un abbellimento stilistico del cronista o se, effettivamente l’istituzione guidata da Sclavo fosse ufficialmente aderente al R.E.I. Comunque sia rimane poco gradita a Mons. Orlandi il quale non esita a scrivere “[…] che per ora però colla istituzione inglese non ha di comune che il nome”, ed esce allo scoperto con quelle che sono le reali paure dei cattolici: “[…] purché la Domenica non sottragga i nostri giovani collo sport e coi divertimenti all'adempimento dei loro doveri cristiani.”Anche se i giornali dell’epoca ci danno delle date sicure, ben più difficile rimane il capire quali fossero di preciso le attività dei Ragazzi Esploratori di Sclavo e se avessero una uniforme. Senz'altro salute, igiene, forza fisica, cultura, escursionismo e vita all'aria aperta sono aspetti fondamentali di questo gruppo. Purtroppo le tracce nella stampa cittadina si perdono presto e non ci sono fonti certe sulla sorte della sezione. Una fonte da confermare vorrebbe lo scioglimento del gruppo con l’inizio delle ostilità belliche che videro partire per il fronte gran parte dei ragazzi, tra i quali Eugenio, figlio del Prof. Sclavo. Se questo fosse confermato, i Ragazzi Esploratori di Sclavo avrebbero fatto attività per circa tre anni con sede ai Bagni della Lizza. Altro aspetto che rimane poco chiaro è il rapporto tra gli esploratori di Sclavo, se ancora esistenti nel Maggio del 1915, ed il Corpo Nazionale, vista la presenza del Professore ad una riunione per la nascita della Sezione senese del CNGEI ed il suo impegno nella stessa come Vicepresidente.>>

Questa è la prima parte del libro dedicato alla storia dello Scoutismo Senese "Gli Scout a Siena - Storia e storie di giovani esploratori senesi", edito grazie alla Fondazione Mons. Donati nel 2011 grazie all'impegno di tanti scout (ancora censiti e non) che hanno fatto un grande lavoro sulle fonti. La storia dello scoutismo a Siena nasce quindi da lontano e attraversa ormai un secolo intero. 

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